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D. 18/03/2005 n. 1149. Predisporre i progetti di coltivazione e di recupero per le cave di prestito, in accordo alla normativa nazionale ed a quella regionale. 50. Prevedere, per quanto riguarda il ripristino della vegetazione, l'impiego di specie appartenenti alle serie autoctone, raccogliendo eventualmente in loco il materiale per la loro propagazione (sementi, talee, ecc.) al fine di rispettare la diversità biologica (soprattutto in prossimità di aree protette) e di consentire la produzione di materiale vivaistico. 51. Sviluppare le opere di sistemazione a verde, di ripristino ambientale e di rinaturazione previste in progetto, applicando le tecniche dell'ingegneria naturalistica. Assumere come riferimento «Linee guida per capitolati speciali per interventi di ingegneria naturalistica e lavori di opere a verde » del Ministero dell'ambiente, servizio VIA, settembre 1997, e altri manuali qualificati quali, ad esempio: «Atlante delle opere di sistemazione dei versanti» dell'APAT, 2002; «Quaderno delle opere tipo di ingegneria naturalistica» della regione Lombardia, 2000; «Manuale di ingegneria naturalistica» della regione Lazio, 2001. 52. Specificare gli interventi di ripristino e recupero ambientale delle aree di cantiere, allo scopo di ricostituire le condizioni locali di naturalità. 53. Prevedere il ripristino delle coperture forestali danneggiate in fase di cantiere (ricucitura dei soprassuoli preesistenti). 54. Prevedere l'impianto di nuove estensioni forestali in aree attualmente agricole che verrebbero frammentate dal tracciato. 55. Prevedere, nella realizzazione delle gallerie artificiali, la sistemazione del terreno sovrastante con materiali idonei, con spessori adeguati a garantire il successivo utilizzo agricolo dell'area. C4) Flora, fauna ed ecosistemi. 56. Assicurare corridoi protetti di attraversamento della fauna, in numero, forma e dimensioni adeguati. 57. Predisporre quanto necessario per adottare, entro la consegna dei lavori, un Sistema di gestione ambientale conforme alla norma ISO 14001 o al Sistema EMAS (regolamento CE 761/2001). 58. Predisporre, nelle aree a maggiore sensibilità ambientale: la messa in opera di una recinzione perimetrale anti-fauna; un monitoraggio degli effetti a carico delle componenti faunistiche durante la fase di costruzione ed il primo anno di esercizio. C5) Rumore e vibrazioni. 59. Specificare la localizzazione, la tipologia e le modalità di realizzazione delle opere di mitigazione acustica, assicurandone l'inserimento paesaggistico e privilegiando l'adozione di barriere acustiche integrate con barriere a verde. In fase di esercizio dell'impianto il clima acustico sia diurno che notturno dovrà rispettare le prescrizioni della vigente normativa. Ove eventualmente permangano situazioni in cui i ricettori risultano prossimi e quindi presentino eccedenze da mitigare, dovranno essere previste ulteriori adeguate barriere antirumore. A tal motivo il clima acustico dovrà essere monitorato al fine di verificare il rispetto della normativa vigente e la necessità di ulteriori interventi mitigativi. In linea di principio le barriere antirumore dovranno essere di diversa tipologia (artificiale e/o naturale) e comportare anche un diverso trattamento delle superfici tali da assicurare un corretto inserimento sia nelle zone antropizzate che naturali, diversificando l'intervento in maniera da renderlo organico alle caratteristiche e alla diversità dei siti. A tal uopo la progettazione delle barriere dovrà garantire il minore impatto visuale aggiuntivo: tale progettazione dovrà garantire il corretto inserimento paesaggistico, le esigenze di protezione acustica, la durabilità e il mantenimento dell'efficienza nel tempo. La scelta dei materiali dovrà essere coerente con la destinazione d'uso delle aree attraversate, privilegiando l'uso di barriere vegetate, di pannelli in legno, etc. 60. Per la fase di cantiere, definire gli interventi, anche di tipo gestionale, per la mitigazione delle vibrazioni così da garantire il rispetto dei limiti delle norme UNT 9614. Per ovviare ad eventuali incrementi di rumore, dovranno essere previsti interventi mitigativi consistenti nella messa in opera di barriere fonoassorbenti provvisorie mobili. C6) Paesaggio. 61. Per le opere d'arte ad importante impatto visivo, in particolare per i viadotti ed i ponti a maggiore elevazione dal piano campagna, utilizzare soluzioni integrate paesaggistico-architettoniche tali da consentire il migliore inserimento dei manufatti nel paesaggio, fornendone le rispettive fotosimulazioni. 62. Per quanto riguarda il profilo altimetrico del tracciato, pervenire ad una soluzione progettuale che si adagi quanto più possibile sul territorio attraversato, al fine di ridurre l'impatto visuale dell'infrastruttura, considerato l'elevato valore paesaggistico delle aree attraversate. D) Aspetti archeologici. 63. In considerazione delle rilevanti valenze archeologiche che possono interessare alcune aree di progetto, dedicare ed individuare nel progetto un impegno finanziario finalizzato al completamento del quadro conoscitivo dei dati archeologici, per le fasi di acquisizione dei dati, analisi, indagini dirette sul terreno coordinandosi con la Soprintendenza per i beni archeologici per l'Etruria Meridionale. 64. Sottoporre il tracciato base, in particolare nel tratto compreso tra il km 7+850 ed il km 16+470, in sede di progettazione definitiva ad una indagine archeologica completa, con costi a carico del soggetto aggiudicatore, coordinata dalla Soprintendenza per i beni archeologici per l'Etruria Meridionale. II - RACCOMANDAZIONI Per il tratto compreso tra il km 23+194 e il km 24+544, nel territorio del co mune di Vetralla, si raccomanda la lieve traslazione della sede del tracciato viario proposto, dalla zona boscata alla vicina zona agricola non erborata. Si raccomanda inoltre di a) assicurarsi che il realizzatore dell'infrastruttura possegga o, in mancanza, acquisisca, per le attività di cantiere anche dopo la consegna dei lavori e nel più breve tempo possibile, la Certificazione ambientale 14001 o la registrazione ai sensi del regolamento CEE 761/2001 (EMAS) b) privilegiare il rimpianto di formazioni alberate di estensione adeguata per ripristinare la continuità dei relitti di vegetazione e per rinaturalizzare le aree dismesse e quelle intercluse c) nell'elaborazione del progetto illuminotecnico, laddove previsto, prevedere adeguati sistemi di contenimento dell'inquinamento luminoso adottando, ad esempio, schermature dei corpi illuminanti atte a ridurre o a minimizzare le dispersioni verso l'alto d) dettagliare la progettazione degli impalcati in acciaio-cls con riferimento particolare in corrispondenza delle pile, valutando le problematiche derivanti dalle saldature degli elementi, dell'assemblaggio, del trasporto e della posa in opera degli impalcati medesimi; le tipologie strutturali adottate dovranno essere supportate da dati di economicità in termini di realizzazione e di manutenzione (con valutazione di soluzioni alternative). |
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